A metà settembre in gran parte d’Italia l’impianto è ancora spento o acceso per un’oretta la sera. È esattamente il momento buono per guardarlo: quando servirà davvero, non avrai voglia di mettere mano a niente e chiamerai il tecnico nella settimana in cui lo chiamano tutti.
Servono poche cose: uno straccio vecchio, una bacinella bassa, la chiavetta dello sfiato (o un cacciavite piatto, a seconda della valvolina) e cinque minuti di pazienza per ogni radiatore.
La pressione sul manometro
Sulla caldaia c’è un quadrante con una lancetta, o un numero sul display. La zona di lavoro è quasi sempre segnata in verde sul quadrante stesso, oppure riportata sul libretto dell’impianto. Se la lancetta è sotto quella zona, il circuito ha perso acqua durante l’estate: è normale, succede.
Il rabbocco si fa con il rubinetto di riempimento sotto la caldaia, aprendolo poco e a scatti, guardando la lancetta e chiudendo appena arriva dove deve. Se dopo qualche giorno la pressione è di nuovo scesa, non insistere a rabboccare: c’è una perdita da qualche parte e va cercata da chi sa dove guardare.
Le valvole termostatiche che si sono bloccate
Le manopole bianche sui radiatori hanno dentro un perno che, restando fermo cinque mesi sulla stessa posizione, si incolla. Il risultato è un termosifone che resta freddo anche con la caldaia accesa, oppure che scalda sempre al massimo e non si lascia regolare.
Il rimedio è banale: gira la manopola da 1 a 5 e ritorno, due o tre volte, su ogni radiatore. Se senti il perno scattare, è a posto. Se una manopola resta dura, sfilala (si svita a mano o con una ghiera) e premi il perno metallico che trovi sotto con le dita: dovrebbe rientrare e risalire da solo. Se non risale, quella testa va sostituita — costa poco ed è un lavoro da avvitare e svitare.
Sfiatare, ma nell’ordine giusto
L’aria nei radiatori è il motivo per cui la parte alta resta fredda e quella bassa scotta. Si sfiata con l’impianto spento e freddo, mai con la caldaia in funzione, altrimenti l’aria continua a circolare e ne esce fuori solo acqua.
- Spegni la caldaia e aspetta che i radiatori siano freddi al tatto.
- Parti dal radiatore più basso e più vicino alla caldaia, poi sali verso gli altri piani.
- Apri la valvolina di un quarto di giro, con lo straccio e la bacinella sotto: senti sibilare l’aria.
- Appena esce acqua senza bolle, chiudi. Non serve svuotare mezzo secchio.
Alla fine ricontrolla il manometro: sfiatando la pressione scende quasi sempre, e va rabboccata di nuovo. Poi accendi mezz’ora e passa la mano su ogni radiatore: se ce n’è ancora uno freddo in alto, ripeti solo su quello.
Una cosa che vale la pena segnarsi: se davanti a un radiatore hai messo una poltrona o un tavolo durante l’estate, spostalo adesso. Un mobile appoggiato davanti tiene il calore lì dietro e ti fa tenere la manopola più alta del necessario per scaldare la stessa stanza.

