In questi giorni la differenza si sente: alle cinque del pomeriggio la stanza in cui lavori o leggi è già in penombra, e la risposta automatica è accendere il lampadario centrale. Che è quasi sempre la luce peggiore che hai in casa: viene dall’alto, ti arriva dietro la testa, fa ombra proprio su quello che stai guardando, e illumina soprattutto il soffitto, cioè l’unica parte della stanza che non ti serve.
La casa d’estate e la casa di ottobre non sono lo stesso posto. Da giugno a settembre le stanze le arreda la finestra; da adesso le arredano le lampade, e quelle sono ancora dove le avevamo messe quando la luce naturale copriva tutto.
Il giro di ricognizione
Stasera, verso le sei, spegni tutto e accendi una stanza per volta. Poi siediti dove ti siedi davvero — la poltrona, il lato del divano, la sedia al tavolo — e guardati le mani. Se le tue mani sono in ombra mentre la parete dietro è illuminata, la lampada è nel posto sbagliato.
Per leggere o fare qualsiasi lavoro con le mani, la luce deve arrivare da dietro la spalla e dall’alto, di lato, non frontale e non da dietro la schiena in asse. Se sei destrimane, la lampada va a sinistra; se sei mancino, a destra. È una regola vecchia e funziona: così la mano non proietta l’ombra su quello che stai facendo.
Tre spostamenti che costano zero
- Porta la lampada da terra accanto alla poltrona, non nell’angolo opposto dove faceva scena d’estate. Il paralume dovrebbe arrivare più o meno all’altezza della tua testa da seduto: più in alto ti abbaglia, più in basso illumina solo il pavimento.
- Gira la poltrona di novanta gradi se la finestra è ancora l’unica fonte di luce nel pomeriggio. Finché c’è luce naturale vale la pena intercettarla; vicino alla finestra, però, in questa stagione si sente lo spiffero, quindi tienila a una certa distanza dal vetro.
- Aggiungi un punto luce basso in salotto — una lampada su una mensola, su un mobile, anche a terra dietro una pianta. Due luci basse accese fanno una stanza più vivibile di un lampadario a palla, e consumano meno.
La temperatura della luce
Se stai cambiando qualche lampadina in questi giorni, guarda il numero in kelvin sulla scatola. Le luci attorno ai 2700 K sono calde e giallognole, verso i 4000 K sono più bianche e neutre. Per salotto e camera da letto la luce calda la sera è più riposante; in cucina sul piano di lavoro e sulla scrivania una luce più neutra fa vedere meglio i colori e i dettagli. Quello che conviene evitare è il miscuglio: tre lampade della stessa stanza con tre tonalità diverse danno quella sensazione di disordine che non riesci a spiegarti.
Ultima cosa, banale ma vera: spolvera i paralumi e lava i vetri delle plafoniere. Un paralume impolverato e una plafoniera con dentro un anno di insetti tolgono una quantità di luce che ti sorprende, e te ne accorgi solo quando li hai puliti. È mezz’ora di lavoro che in questo periodo dell’anno si ripaga tutte le sere.

