Il tappeto d’inverno è una di quelle cose che si tirano fuori di fretta, la sera che fa freddo, e si srotolano direttamente in salotto. Poi per tre giorni la stanza sa di cantina e non si capisce perché.
Il motivo è che un tappeto arrotolato per cinque mesi ha trattenuto tutto: l’umidità del posto dove stava, la polvere che aveva addosso quando è stato chiuso e, se era lana e non è stato protetto, qualche ospite.
Prima apertura: fuori, non in salotto
Se hai un balcone, un terrazzo, un garage con la serranda aperta o anche solo un pianerottolo, è lì che va aperto la prima volta.
- Srotolalo e guardalo contro luce, da entrambi i lati. Cerchi: aloni scuri (umidità), zone dove il pelo è diradato in modo irregolare, piccoli grumi o granelli chiari sul rovescio.
- Battilo o scuotilo. Se è piccolo, appendilo e battilo dal rovescio con il battipanni o il manico di una scopa. Se è grande, piegalo in due e battilo a sezioni. Esce molto più di quanto immagini.
- Aspirapolvere su entrambi i lati. Il rovescio per primo: smuove lo sporco verso il pelo, che poi aspiri dal diritto. Passa lento, nel senso del pelo e poi contro.
- Lascialo all’aria qualche ora, meglio in una giornata asciutta e ventilata, all’ombra. Il sole diretto scarica i colori.
Se vedi quei granelli chiari sul rovescio o il pelo mangiato a chiazze, non portarlo in casa: sono i segni tipici delle tarme. In quel caso serve un lavaggio professionale, e vale la pena controllare anche le coperte di lana che stavano nello stesso posto.
Il pavimento sotto, che nessuno guarda
Prima di stendere il tappeto, pulisci e asciuga bene il pavimento dove andrà. Un tappeto messo su un pavimento ancora umido di lavaggio resta umido sotto per ore, e su parquet o laminato è il modo migliore per lasciare un segno.
Controlla anche il sottotappeto antiscivolo, se lo usi. Quelli in schiuma si sbriciolano con gli anni e il residuo può attaccarsi al pavimento. Se quando lo sollevi lascia polvere gommosa, è ora di cambiarlo.
Dove va messo, adesso che c’è il riscaldamento
Due accortezze specifiche di questa stagione.
La prima: non appoggiarlo contro il calorifero. Un bordo di tappeto che arriva sotto il radiatore ostacola il flusso d’aria verso il basso e si impolvera molto più in fretta. Lascia uno spazio libero davanti.
La seconda: se la stanza tende a essere umida, solleva il tappeto ogni tanto — una volta ogni due o tre settimane basta — e lascia respirare il pavimento mezz’ora. È il tipo di gesto che nessuno fa e che evita gli aloni che si scoprono a maggio.
Per l’odore di chiuso che resiste anche dopo l’areazione: cospargi il tappeto asciutto con bicarbonato, lascialo agire qualche ora e poi aspira a fondo. Non fa miracoli su un tappeto bagnato o ammuffito, ma su quello semplicemente stantio funziona. Fai una prova in un angolo nascosto se il tappeto è di colore scuro e delicato.
Foto: Anonymous ( Turkey ) Unknown author — Wikimedia Commons (Public domain)

