Fra la fine di ottobre e l’accensione piena del riscaldamento c’è sempre quella settimana in cui la casa è fredda la mattina e non vale la pena far partire tutto. Così esce la stufetta elettrica: in bagno mentre ci si prepara, sotto la scrivania, in camera dei bambini. È comoda, e nessuno sa davvero quanto costa tenerla accesa.
Il conto che puoi fare stasera
Ti servono due numeri, e li hai entrambi in casa.
- La potenza della stufetta. Sta sull’etichetta dietro o sotto l’apparecchio, scritta in watt (W) o kilowatt (kW). Spesso ci sono due o tre posizioni: la minima, la massima e magari il solo ventilatore. Segna la massima. Per passare da watt a kilowatt dividi per mille: 2000 W sono 2 kW.
- Quanto paghi l’energia. Prendi l’ultima bolletta della luce e cerca la spesa totale e i kWh consumati nel periodo. Divisa l’una per gli altri, ottieni quanto ti costa davvero un kilowattora, imposte e oneri compresi. È un numero diverso, e più alto, del prezzo pubblicizzato dell’energia.
A questo punto: kW della stufetta × euro al kWh = costo di un’ora a piena potenza. Moltiplica per le ore che la tieni accesa in un giorno, poi per i giorni del mese. Il risultato di solito sorprende, soprattutto se la stufetta sta accesa tutto il pomeriggio e non venti minuti.
Non ti do io il numero finale, perché dipende dal tuo contratto e dal tuo apparecchio: il punto è che il calcolo lo fai in due minuti e ti riguarda.
Cosa cambia il risultato, in pratica
- La posizione minima consuma meno di quella massima, in proporzione diretta. Una stufetta da 2000 W tenuta a 1000 W costa la metà all’ora.
- Il termostato è il vero risparmio. Se la stufetta ce l’ha, impostato su una temperatura ragionevole spegne e riaccende da solo: non resta accesa tutto il tempo.
- Scaldare una stanza piccola e chiusa ha senso; scaldare il soggiorno grande con la stufetta, molto meno. È nata per questo: un volume piccolo, per poco tempo.
- Il timer, quello meccanico a presa da pochi euro, risolve il problema di quella lasciata accesa in bagno fino a sera.
Attenzione al contatore
Una cosa pratica più che economica: se la tua fornitura è da 3 kW, una stufetta da 2000 W lascia poco margine. Accendi il forno, parte la lavatrice nella fase di riscaldamento dell’acqua, e salta tutto. Se hai notato che il salvavita scatta sempre negli stessi momenti, prova a guardare cosa è acceso insieme: quasi sempre è una combinazione fissa.
Ultima verifica prima di usarla: cavo integro, griglia pulita dalla polvere dell’estate (la polvere sulla resistenza fa quell’odore di bruciato tipico della prima accensione), appoggio stabile e niente asciugamani o vestiti appoggiati sopra per scaldarli. In bagno, poi, tienila lontana dalla vasca e dal lavandino e non toccarla con le mani bagnate.
Foto: Infrogmation of New Orleans — Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

