C’è una finestra di tempo, più o meno queste due settimane, in cui l’impianto di riscaldamento è ancora spento ma manca poco all’accensione. È il momento migliore per metterci le mani: l’acqua nei tubi è fredda, non si rischia di scottarsi, e se qualcosa non va hai tempo per chiamare qualcuno senza restare al freddo nel frattempo.
Fatto a impianto acceso, lo stesso giro diventa scomodo e in alcuni casi rischioso. Fatto adesso, sono quaranta minuti in un pomeriggio.
Le valvole che nessuno ha toccato da marzo
Le manopole dei termosifoni, se restano ferme sei mesi, tendono a incepparsi. Non sempre si rompono: spesso è solo l’otturatore interno che resta bloccato in una posizione, e il risultato è un radiatore che resta freddo anche se la manopola è girata al massimo.
Il controllo è semplice: gira ogni manopola dal minimo al massimo e ritorno, due o tre volte. Se una fa resistenza o gira a vuoto, l’hai trovata adesso e non a metà novembre. Sulle valvole termostatiche con la testina staccabile, alcuni svitano la testina e premono delicatamente il perno centrale per sbloccarlo — se non ti senti sicuro, quello è il momento di annotarti il radiatore e farlo vedere a chi fa la manutenzione.
Sfiatare: prima o dopo l’accensione?
Lo sfiato dell’aria si fa in genere dopo che l’impianto ha girato un po’, perché è la circolazione a portare l’aria verso i punti alti dei radiatori. Ma la preparazione si fa adesso:
- Controlla di avere la chiavetta giusta per la valvola di sfiato — quelle quadrate non sono tutte uguali, e cercarla mentre gocciola acqua non è divertente.
- Verifica che ogni valvolina di sfiato non sia incrostata o verniciata sopra. Capita spesso dopo un’imbiancatura.
- Tieni pronti uno straccio e una bacinella bassa per ogni radiatore, perché dopo l’aria esce sempre un po’ d’acqua.
Se in casa c’è una caldaia autonoma, dopo aver sfiatato il livello dell’acqua nell’impianto scende: il manometro va riletto e l’impianto eventualmente reintegrato. Se non l’hai mai fatto, è esattamente il tipo di operazione da guardare una volta insieme al tecnico della manutenzione annuale.
Quello che sta davanti al termosifone
L’ultimo controllo è il più banale e il più ignorato. Durante l’estate davanti ai radiatori finisce di tutto: il ventilatore, le scatole, il divano spostato per prendere aria, la pila di libri sul davanzale. Un termosifone coperto scalda comunque, ma scalda soprattutto il mobile che ha davanti.
Fai il giro delle stanze e libera almeno lo spazio frontale. Anche le mensole profonde appena sopra il radiatore contano, perché trattengono l’aria calda contro il soffitto invece di lasciarla circolare. E se hai tende lunghe che cadono davanti al termosifone, questo è il momento di accorciarle o di spostare il bastone in avanti: è un lavoro da sarta di mezz’ora che poi ti resta per tutto l’inverno.
Ultima cosa: passa un aspirapolvere con la bocchetta stretta tra gli elementi dei radiatori. La polvere accumulata in sei mesi, alla prima accensione, si riscalda e va in giro per la stanza con un odore inconfondibile. Meglio toglierla da freddi.

