Da metà settembre si torna a spalancare le finestre: la sera rinfresca e finalmente si può cambiare aria senza far entrare il caldo. Solo che la rete della zanzariera ha passato tre mesi a filtrare polline, polvere e smog, e nessuno l’ha mai toccata. Se guardi la rete controluce e vedi un velo grigio uniforme invece dei buchi, stai aprendo la finestra ma l’aria fa fatica a passare.
È un lavoro da un pomeriggio, si fa una volta all’anno e la differenza si sente subito sul flusso d’aria. E si fa adesso, prima che arrivino le piogge e prima di chiudere tutto per l’inverno.
Come si smonta senza romperla
Le zanzariere a rullo (quelle che si arrotolano lateralmente o dall’alto) non vanno smontate: il rullo è a molla e rimetterlo a posto è un lavoro da tecnico. Si puliscono in verticale, con la rete tirata e bloccata in posizione aperta.
Quelle a telaio fisso, invece, in genere si sfilano: ci sono due o quattro clip di plastica sui lati, oppure il telaio si solleva verso l’alto e poi si tira verso di sé. Prima di forzare, guarda bene i bordi e fai una foto con il telefono: serve dopo, quando non ricordi da che parte andava.
- Appoggia il telaio su un asciugamano steso a terra o su un tavolo, mai in piedi contro il muro
- Non premere al centro della rete: si sforma e non torna più tesa
- Se una clip è crepata, compra il ricambio prima di rimontare, costa poco e si trova in ferramenta
Il lavaggio che funziona davvero
Sul telaio smontato: spugna morbida, acqua tiepida e una goccia di detersivo per piatti. Si passa da entrambi i lati con movimenti dall’alto verso il basso, mai in circolo. Poi si risciacqua con la doccetta del giardino o sotto il rubinetto della vasca, tenendo il telaio inclinato. Si lascia asciugare in piedi, appoggiato di taglio, non al sole diretto se la rete è in fibra di vetro.
Per le zanzariere a rullo, che restano al loro posto: aspirapolvere con la bocchetta a pennello, passata leggera, con una mano che fa da appoggio dietro la rete per non spingerla. Poi un panno in microfibra appena umido, due passate per lato. Metti un asciugamano sul davanzale, perché quello che viene via cade.
Già che hai la scala fuori
Nello stesso giro conviene controllare altre due cose che sporcano l’aria che entra:
- I binari sotto le finestre scorrevoli: si riempiono di terra e foglioline. Aspirapolvere con la bocchetta stretta, poi un pennello rigido negli angoli.
- Le griglie di aerazione, quelle nei cassonetti delle tapparelle o nei muri delle stanze con caldaia: spesso sono coperte da un feltro di polvere. Molte si aprono ruotando la parte centrale e si lavano in acqua.
Se hai un condizionatore a parete, questo è anche il momento giusto per lavare i suoi filtri prima di lasciarlo fermo per mesi: si sfilano alzando lo sportello frontale, si sciacquano sotto l’acqua corrente e si rimettono solo quando sono completamente asciutti. Un filtro rimesso umido dentro una macchina spenta per sei mesi è il modo più semplice per ritrovarsi a maggio con un odore che non va più via.
Segnati da qualche parte la data. L’anno prossimo, quando ti chiederai se l’hai già fatto, la risposta sarà scritta.

