Ogni autunno ci si chiede se conviene tenere i termosifoni più bassi, se quella guarnizione alla finestra ha cambiato qualcosa, se il nuovo cronotermostato si ripaga. Di solito la risposta è un’impressione: “mi sembra di aver speso meno”. Il problema delle impressioni è che l’inverno scorso faceva un altro freddo e il prezzo del gas era un altro, quindi confrontare due bollette non dice quasi nulla.
L’unico modo per capirci qualcosa è annotare i consumi, cioè i metri cubi o i kilowattora, non gli euro. E per farlo serve iniziare adesso, prima che la stagione di riscaldamento entri nel vivo.
Cosa segnare, concretamente
Serve un quaderno, o una nota sul telefono, o un foglio appeso dentro l’anta della dispensa. Tre colonne:
- La data
- Il numero che leggi sul contatore, cifre nere, ignorando quelle rosse o dopo la virgola se ci sono
- Una riga di contesto: “acceso il riscaldamento”, “settimana via”, “due giorni di pioggia e freddo”
La riga di contesto è quella che poi ti salva, perché a febbraio non ti ricorderai perché a novembre avevi consumato poco.
La frequenza utile è una volta al mese, lo stesso giorno, per esempio il primo. Se vuoi capire l’effetto di un cambiamento specifico — hai messo i paraspifferi, hai abbassato di un grado — fai una lettura il giorno prima e una dopo due settimane.
Perché serve anche al momento della bolletta
C’è un vantaggio immediato che non ha niente a che fare con il risparmio: avere la lettura del contatore scritta e datata ti permette di comunicare l’autolettura quando il fornitore la richiede, e di accorgerti se una bolletta è stimata molto sopra il consumo reale. Un numero segnato sul quaderno con la data è un riferimento che ti sei dato da solo e che puoi verificare in qualsiasi momento riandando al contatore.
Se vivi in condominio con riscaldamento centralizzato e ripartitori sui termosifoni, il contatore del gas non lo gestisci tu. In quel caso il numero da seguire è quello dei ripartitori, dove leggibile, e vale la pena annotare le posizioni delle valvole termostatiche stanza per stanza a inizio stagione: a fine inverno saprai almeno quale assetto avevi tenuto.
Cosa aspettarsi a marzo
A fine stagione avrai cinque o sei numeri. La differenza fra il primo e l’ultimo è il consumo della stagione. Confrontandolo con l’anno prossimo, con le stesse abitudini di lettura, avrai un paragone molto più onesto di due bollette messe una accanto all’altra.
Non aspettarti rivelazioni al primo anno: il valore di questo quaderno è cumulativo, si vede dal secondo in poi. Ma è l’unico modo per smettere di decidere in base a quello che si legge in giro e iniziare a decidere in base a casa tua, che ha i suoi muri, la sua esposizione e le sue abitudini.
Dove tenere il foglio
Vicino al contatore se è accessibile, altrimenti in un posto che vedi tutti i giorni. Un quaderno in un cassetto è un quaderno dimenticato. Se usi il telefono, metti un promemoria ricorrente mensile: la parte difficile non è leggere il contatore, è ricordarsi di farlo.

