Il primo novembre cade di domenica e il ponte si allunga per molti. Negozi di quartiere e mercati rionali chiudono, i supermercati fanno orari ridotti, e il 31 pomeriggio le corsie sono quelle che sono. Non è una catastrofe, ma è il tipo di situazione in cui si finisce per comprare la prima cosa che capita, quasi sempre la più cara.
La mezz’ora che vale la pena spendere è questa settimana, non la prossima. Serve un foglio, il calendario e uno sguardo onesto dentro gli armadietti.
Guarda prima cosa hai già
Apri la dispensa e tira fuori tutto quello che sta in seconda fila. È lì che si accumulano le cose comprate in doppio: tre pacchi di pasta corta uguale, due bottiglie di passata aperte, il riso del risotto che hai fatto a settembre. Scrivi su un foglio quello che hai in quantità, non quello che ti manca: la lista di cosa manca viene dopo, e viene meglio.
Fai lo stesso con il congelatore, che in questo periodo è di solito il posto più disordinato della casa. Se ci sono sacchetti senza etichetta, aprili e guarda. Quello che è lì da troppo tempo va usato nei prossimi giorni, non dopo il ponte.
Poi i prodotti per la casa: detersivo lavatrice, pastiglie lavastoviglie, carta igienica, sacchi della spazzatura. Sono le cose che non ti vengono in mente al supermercato e che finiscono proprio nel fine settimana sbagliato.
Due liste, non una
Dividi il foglio in due. Da una parte le cose che si conservano e che conviene prendere adesso, con calma, anche in offerta: scatolame, pasta, olio, prodotti per la casa, caffè. Dall’altra il fresco, che va comprato il 30 o il 31 e in quantità ragionevole — frutta, verdura, pane, latticini.
Sul fresco il consiglio pratico è di non caricare. Comprare per cinque giorni di chiusura immaginaria porta quasi sempre a buttare qualcosa il martedì successivo. Molti supermercati restano aperti almeno una parte del ponte: vale la pena controllare adesso gli orari del negozio dove vai di solito, invece di presumere.
Il menù dei giorni di chiusura
Non serve pianificare nel dettaglio, basta decidere tre cene. Se sai già che venerdì fai la zuppa, sabato il forno e domenica gli avanzi, la lista si scrive da sola e non compri doppio. È anche il momento buono per mettere in programma le cose lunghe che d’inverno si fanno volentieri — un ragù, una minestra abbondante, un pane — perché richiedono tempo e il tempo in quei giorni ce l’hai.
Ultima cosa: se in quei giorni hai ospiti o vai da qualcuno, mettilo sul calendario adesso e togli le cene corrispondenti dalla lista. Sembra banale, è la ragione più comune per cui la spesa del ponte avanza.

