Il consumo in standby — quello degli apparecchi apparentemente spenti ma ancora attaccati alla corrente — torna puntualmente in ogni elenco di consigli sul risparmio. È vero, ma vale la pena capire dove sta davvero: l’intervento utile riguarda tre o quattro apparecchi, non tutta la casa.
Quanto consuma un apparecchio in standby
Un singolo dispositivo moderno a riposo assorbe tipicamente pochi watt: è un valore piccolo, ma continuo, ventiquattro ore al giorno per tutto l’anno. La normativa europea sull’ecodesign ha imposto da anni limiti stringenti allo standby dei nuovi apparecchi, quindi più il vostro parco elettrodomestici è recente, meno il problema esiste. Il consumo invisibile vero, oggi, sta altrove.
I tre posti dove si nasconde davvero
Il decoder o il box della TV. Molti apparecchi per la televisione non sono mai davvero spenti: restano in ascolto per aggiornamenti e registrazioni programmate, e sono fra i pochi dispositivi domestici il cui assorbimento a riposo resta apprezzabile.
Il modem e il router. Questi non sono in standby: sono accesi, sempre, per definizione. Non è uno spreco da eliminare — se vi serve la connessione — ma è utile sapere che stanno fra i consumatori continui della casa.
Gli alimentatori lasciati nella presa. Un caricabatterie del telefono senza niente attaccato consuma pochissimo, quasi trascurabile. L’alimentatore di un portatile o di una console è un’altra categoria.
Cosa fare, in ordine di utilità
La cosa più efficace non è girare per casa a staccare spine, ma raggruppare: una ciabatta con interruttore per la postazione TV e una per la scrivania spengono con un gesto solo tutto ciò che lì non serve di notte. Il resto — frigorifero, congelatore, modem se vi serve, allarme — va lasciato acceso e basta.
Come capire quanto vi riguarda
Se volete un numero vostro invece di uno generico, il modo è semplice: la sera, prima di andare a dormire, spegnete tutto ciò che potete e leggete il contatore; leggetelo di nuovo la mattina. La differenza divisa per le ore è il vostro consumo di base reale, quello che paghereste anche stando fuori casa. È il punto di partenza per capire se vale la pena intervenire o se avete già una casa efficiente.
