Capita a tutti: si torna dal mercato con frutta bellissima e dopo tre giorni metà è da buttare. Quasi sempre non è colpa della frutta, ma di dove è finita una volta a casa.
L’errore più comune: mettere tutto in frigorifero
Alcuni frutti in frigorifero non si conservano meglio: peggiorano. Pesche, albicocche, susine, meloni e angurie interi, banane, pomodori e basilico soffrono il freddo — la polpa diventa farinosa, il profumo sparisce e la maturazione si blocca a metà senza più riprendersi. Vanno tenuti a temperatura ambiente finché non sono maturi. In frigorifero ci vanno dopo, se maturi e già tagliati, e per poco.
Il secondo errore: tenere insieme cose che non vanno d’accordo
Alcuni frutti — mele, pere, banane, pesche, albicocche — emettono etilene mentre maturano, un gas che accelera la maturazione di tutto ciò che gli sta vicino. È il motivo per cui una banana matura in un cesto fa maturare in fretta tutto il resto, e per cui le mele accanto alle patate le fanno germogliare.
La regola pratica è una sola: tenete i produttori di etilene separati dal resto. Mele e banane in un cesto per conto loro, le verdure a foglia e le insalate lontane da lì.
Il cassetto delle verdure non è un cassetto qualsiasi
Il cassetto in basso del frigorifero è progettato per mantenere un’umidità più alta del resto: è lì che vanno insalate, erbe aromatiche, zucchine e carote. Un dettaglio che aiuta: le insalate durano molto più a lungo se nel sacchetto mettete un foglio di carta da cucina, che assorbe la condensa. È l’umidità che si deposita sulle foglie, non il freddo, a farle diventare viscide.
Le erbe aromatiche, come i fiori
Basilico, prezzemolo e menta si conservano molto meglio in un bicchiere d’acqua sul piano di lavoro, come un mazzo di fiori, che chiusi in un sacchetto in frigorifero. Il basilico in particolare, in frigorifero, annerisce nel giro di un giorno.
Il metodo che risolve metà dei problemi
Quando tornate dalla spesa, dedicate cinque minuti a smistare invece di infilare le buste così come sono: maturi da una parte, da far maturare dall’altra, produttori di etilene per conto loro. Cinque minuti una volta a settimana, contro metà del cestino della frutta buttata.
