Il cambio di stagione delle scarpe si fa quasi sempre male: i sandali finiscono nella scatola come sono tornati dal mare, e gli stivali escono dall’armadio la prima mattina di pioggia, quando ormai è tardi per accorgersi che la suola si è scollata. Il momento giusto per guardarli è adesso, mentre si sta ancora in scarpe leggere e c’è tempo per rimediare.
I sandali: prima si puliscono, poi si chiudono
La regola è semplice: niente va in scatola sporco. Sabbia, sudore e crema solare restano nel materiale per mesi e fanno il resto del lavoro da soli. Passa un panno umido sulla suola interna, lascia asciugare all’aria per un giorno intero lontano dal sole diretto, e solo dopo chiudi.
- Le infradito di gomma si lavano sotto il rubinetto con un po’ di sapone e si asciugano in piedi.
- Il cuoio vuole un panno appena umido, mai immersione, e poi una crema neutra se è diventato opaco.
- Le espadrillas di corda, se hanno preso acqua salata, tendono a restare rigide: vanno tenute in un posto asciutto e areato, non in un sacchetto di plastica chiuso.
Le scatole chiuse ermeticamente sono il posto peggiore per una scarpa ancora umida. Se usi contenitori di plastica, lascia il coperchio appena socchiuso, oppure tieni le scarpe nelle loro scatole di cartone originali, che respirano.
Gli stivali: tirali fuori oggi, non il giorno di pioggia
Questa è la parte che paga. Prendi gli stivali e le scarpe chiuse dell’anno scorso e mettili in fila sul pavimento. Poi guarda tre cose:
- La suola: piegala con le mani. Se senti che si stacca sul davanti o vedi una fessura lungo il bordo, quello è un lavoro da calzolaio e serve tempo per farlo fare.
- L’interno: infila la mano fino in fondo. Umidità, granelli, una soletta che si è arricciata sono tutte cose che scopri meglio adesso che infilando il piede di corsa.
- Il colore: macchie biancastre o verdine sulla pelle significano che nel ripostiglio c’era troppa umidità. Si tolgono con un panno appena umido e poi si lascia asciugare bene prima di rimettere via.
Se trovi muffa su un paio, controlla tutti gli altri che erano nello stesso posto e soprattutto controlla il posto: una scarpiera addossata a un muro esterno freddo è il classico punto dove l’umidità si ferma.
Due cose che cambiano il resto dell’inverno
La prima: gli stivali non vanno riposti afflosciati su se stessi. Una bottiglia di plastica vuota infilata nel gambale, o un vecchio giornale arrotolato, tiene la forma e assorbe un po’ di umidità. Il giornale va cambiato dopo qualche giorno, altrimenti l’umidità resta lì.
La seconda: se hai un paio che usi tutti i giorni, un secondo paio da alternare fa la differenza. Una scarpa portata sotto la pioggia ha bisogno di un giorno intero per asciugare dentro, e lontano dal termosifone: il calore diretto fa indurire e crepare la pelle. Meglio vicino a una finestra socchiusa, con dentro la carta.
Mezz’ora oggi, e a novembre apri la scarpiera sapendo già cosa c’è dentro.

