Settembre è il mese in cui al mercato la frutta costa poco e si compra troppa. Uva, fichi, prugne, le ultime pesche: tutta roba che arriva già a punto e che, a differenza delle mele, non aspetta. Due giorni sul tavolo della cucina e i fichi si aprono, l’uva fa quella patina appiccicosa, le prugne si ammaccano dove si sono toccate.
Il lavaggio va fatto dopo, non prima
È l’errore più comune: si torna a casa, si lava tutta la frutta e la si mette via bella pulita. L’acqua però resta negli acini dell’uva e nelle fossette dei fichi, e l’umidità è esattamente quello che serve alle muffe per partire. Lava solo la porzione che mangi al momento, il resto lo lasci asciutto.
Se proprio vuoi lavare in anticipo perché sai che altrimenti non la mangi, allora asciuga davvero: uva staccata a acini singoli su un canovaccio pulito, mezz’ora all’aria, poi in frigo in un contenitore con un foglio di carta assorbente sul fondo. La carta va cambiata quando la senti umida.
Ognuno al suo posto
Non è tutta uguale, e trattarla allo stesso modo è quello che manda avanti gli sprechi.
- Uva: in frigo, nel cassetto della verdura, dentro il suo sacchetto forato o un contenitore aperto. Va tolta dalla busta di plastica chiusa del supermercato, che trattiene condensa. Prima di riporla, sfila con le forbici gli acini già rotti o mollicci: sono quelli che contagiano il grappolo.
- Fichi: sono i più delicati. In un solo strato, mai impilati, su un piatto o un vassoio, in frigo. Fuori dal frigo durano un giorno, forse due. Si tirano fuori mezz’ora prima di mangiarli perché freddi non sanno di niente.
- Prugne e pesche: se sono ancora sode, lasciale fuori a maturare in un solo strato, con il picciolo verso l’alto. Quando cedono alla pressione del dito, passano in frigo, dove reggono qualche giorno in più.
Quando ne hai comprata troppa
Capita, soprattutto se compri in cassetta. Invece di guardarla deperire, dedicale venti minuti la sera stessa.
L’uva si congela benissimo ad acini staccati, sparsi su un vassoio in freezer per un’ora e poi raccolti in un sacchetto: escono duri e si mangiano quasi come un ghiacciolo, oppure finiscono nei frullati. I fichi troppo maturi diventano una composta in dieci minuti: tagliati a pezzi in un pentolino con un cucchiaio di zucchero e mezzo limone, fuoco basso, si mescola finché non si sfanno. Le prugne, tagliate a metà e private del nocciolo, si infornano a bassa temperatura con un filo di miele e accompagnano lo yogurt della colazione per tre giorni.
Un’abitudine che aiuta più di qualsiasi trucco: metti la frutta dove la vedi. Una ciotola sul tavolo con le due o tre porzioni del giorno, e il resto in frigo. La frutta nascosta nel cassetto in basso è quella che si butta.

