Le perdite d’acqua hanno una caratteristica fastidiosa: si manifestano solo quando piove forte e si asciugano in fretta. Quando poi chiami qualcuno, il cielo è sereno, non c’è niente da vedere e il problema diventa difficile da localizzare. Il momento giusto per capirci qualcosa è mentre sta piovendo, con un giro di casa di dieci minuti.
I punti dove guardare per primi
Non serve salire sul tetto né sporgersi dalle finestre. Si guarda dall’interno, con una torcia, perché l’acqua appena arrivata si vede meglio con la luce radente che con quella a soffitto.
- Davanzali interni delle finestre, soprattutto quelle esposte al lato da cui arriva la pioggia battente. Passa un dito nell’angolo in basso: se è umido, il problema è la guarnizione o lo scarico del davanzale esterno.
- Angoli alti delle stanze all’ultimo piano e il perimetro del soffitto. Una macchia che sta comparendo è più chiara al centro e più scura ai bordi.
- Sottotetto, soffitta, ripostiglio cieco: sono i posti dove non entri mai e dove l’acqua ha tutto il tempo di lavorare indisturbata.
- Cassonetti delle tapparelle, aprendoli: è un punto di passaggio comune per l’acqua che entra di lato.
- Dietro e sotto i mobili appoggiati a un muro perimetrale, con la mano o con un foglio di carta bianca.
Fuori, senza arrampicarti
Se hai un balcone o un pianerottolo coperto, affacciati e guarda due cose. La prima è dove cade l’acqua dalla grondaia: se invece di scendere nel pluviale tracima da un punto in mezzo, lì c’è un ostacolo o una pendenza sbagliata. La seconda è il muro sotto il balcone: se l’acqua invece di gocciolare dal bordo risale sotto la soletta e corre verso il muro, nel giro di qualche inverno quel muro si scurisce.
Guarda anche dove finisce l’acqua a terra. Se intorno a casa si forma una pozza che resta ferma contro un muro, non evapora: entra. Spesso basta liberare una griglia di scarico intasata di terra e foglie.
Segnare, non solo guardare
La parte che quasi nessuno fa, ed è quella che serve davvero: scrivi e fotografa. Una macchia bagnata oggi, fra tre giorni, è una macchia asciutta che sembra vecchia di anni.
Con una matita leggera traccia il contorno della macchia sul muro e scrivici accanto la data. Al prossimo acquazzone vedrai subito se si è allargata: è l’unico modo per capire se la perdita è attiva o è il residuo di un problema già risolto. Fai anche una foto con il telefono, con qualcosa intorno che dia la scala: una presa, lo stipite di una porta.
Se la macchia si allarga a ogni pioggia, non è un problema da rimandare alla primavera. Se invece resta identica per tutto l’autunno, probabilmente stai guardando una vecchia cicatrice e puoi semplicemente ridipingerla quando ti viene comodo.

