Le prime foglie cadute non danno fastidio a nessuno: sono asciutte, le scansi con il piede. Il problema arriva dopo due o tre giorni di pioggia, quando lo strato sotto si schiaccia, resta bagnato e diventa una specie di pellicola sul pavimento. Sui gradini di pietra o di marmo, e davanti a un cancello in leggera pendenza, quella pellicola scivola più di quanto sembri.
Chi ha un giardino lo sa; chi ha solo tre gradini all’ingresso o un cortile condominiale spesso non ci pensa, perché le foglie sono poche e sembra sciocco occuparsene.
I punti dove si accumulano sempre
Le foglie non si distribuiscono a caso: il vento le porta e le lascia dove trova un ostacolo. Fai il giro di casa e guarda questi posti.
- L’angolo fra il muro e il primo gradino. Qui si forma il mucchio più compatto e più bagnato, e resta umido anche quando il resto è asciutto.
- La soglia sotto il cancello o il portoncino. Le foglie si incastrano nella fessura e spesso ci restano tutto l’inverno.
- Le griglie di scolo e i tombini del cortile. Bastano poche foglie per rallentare lo scarico, e quando piove forte l’acqua resta ferma sul pavimento invece di andare via.
- Sotto il vaso grande o la fioriera appoggiata a terra. Lì sotto l’umidità non se ne va più e la pietra si macchia di verde.
Come toglierle, con poca fatica
Se le foglie sono asciutte, la scopa di saggina va benissimo e ci metti cinque minuti. Se sono già bagnate e incollate, la scopa le spalma e basta: meglio una pala o una paletta larga per staccare lo strato, e poi la scopa per il resto.
Un accorgimento che fa risparmiare tempo: raccogli le foglie in un punto solo prima che piova, anche senza portarle via subito. Un mucchio asciutto in un angolo lo sposti in un minuto; uno strato bagnato steso su dieci metri quadri te lo porti dietro per settimane.
Sui gradini, dopo aver tolto le foglie, passa una spazzola dura con acqua. Il velo verdastro che resta è quello che scivola davvero, e non se ne va con la scopa. Non serve nulla di aggressivo: acqua, spazzola e olio di gomito. Se i gradini sono in pietra porosa, evita i prodotti troppo forti, che a lungo andare la scavano.
Il controllo settimanale che conviene fare
Da ottobre in poi bastano due minuti, una volta a settimana, su due cose sole: le griglie di scolo e il primo gradino. Sono i due punti dove un accumulo fa danni concreti, l’acqua che ristagna e il passo che scivola.
Se in casa c’è qualcuno che esce al buio la mattina, vale la pena guardare anche l’illuminazione dell’ingresso: un gradino bagnato lo vedi se c’è luce, e non lo vedi se la lampada esterna è fulminata da mesi.
Per lo smaltimento, controlla come funziona nel tuo comune: in molti posti le foglie vanno nell’organico o nella raccolta del verde, e in alcuni casi ci sono giorni dedicati. Se hai un pezzo di giardino, uno strato di foglie lasciato apposta sotto una siepe o in un angolo non è sporcizia: lì fa comodo, protegge il terreno e non dà fastidio a nessuno. Il punto non è togliere tutte le foglie, è toglierle da dove si cammina.
Foto: He Who Laughs Last 03:52, 17 July 2007 (UTC) — Wikimedia Commons (Public domain)

