A settembre i termosifoni sono ancora spenti e questa è la condizione migliore per controllarli. A novembre, quando tutti scoprono insieme che un radiatore resta freddo, il tecnico ha l’agenda piena e si aspetta due settimane con le coperte in più. Fare una prova adesso richiede una mattinata e serve proprio a scoprire i problemi quando c’è tempo per risolverli.
La prova generale a impianto freddo
L’idea è semplice: accendere il riscaldamento per venti minuti, in una giornata qualsiasi, solo per vedere cosa succede. Alza il termostato di qualche grado sopra la temperatura ambiente, aspetta che la caldaia parta e poi passa in tutte le stanze toccando i radiatori.
Quello che stai cercando è un radiatore che scalda in basso e resta freddo nella parte alta: dentro c’è aria e va sfiatata. Un radiatore freddo del tutto è un’altra faccenda, di solito una valvola termostatica rimasta bloccata durante l’estate. Un radiatore che gorgoglia è ancora aria. Prendi nota stanza per stanza invece di fidarti della memoria: quando arrivi all’ultima camera ti sei già dimenticato la prima.
Sfiato e pressione, in quest’ordine
Per sfiatare serve la chiavetta apposita (quelle vecchie hanno un intaglio per il cacciavite) e uno straccio con una bacinella sotto. Il radiatore deve essere caldo ma l’impianto va spento prima, altrimenti la pompa continua a spingere. Apri la valvoletta in alto di poco: senti uscire l’aria con un soffio, e appena arriva l’acqua chiudi. Non serve svuotare mezzo litro, basta il passaggio da aria ad acqua.
Dopo aver sfiatato la pressione dell’impianto scende, ed è normale. Guarda il manometro della caldaia: la maggior parte degli impianti domestici lavora fra 1 e 1,5 bar a freddo, ma il valore giusto per il tuo è quello indicato sul libretto o sull’etichetta della caldaia. Se è sceso sotto, si rabbocca con il rubinetto di carico, lentamente, tenendo d’occhio l’ago. Se invece la pressione cala di continuo nei giorni successivi c’è una perdita da qualche parte e lì serve il tecnico.
Le valvole termostatiche bloccate
Le teste termostatiche restano ferme nella stessa posizione da aprile e il perno interno tende a incollarsi. Si sblocca a mano: svita la manopola dal corpo valvola, trovi un perno metallico che sporge di pochi millimetri, premilo e rilascialo qualche volta finché non si muove libero. Un colpetto leggero con il manico di un cacciavite aiuta se è duro. Poi riavviti la testa.
Vale la pena farlo su tutti i radiatori, anche quelli che sembrano funzionare: è la manutenzione che costa meno di tutte e si fa una volta l’anno.
Cosa lasciare al tecnico
Se hai una caldaia a gas, la manutenzione periodica e l’analisi dei fumi non sono cose da fare da soli e hanno scadenze precise. Settembre è il mese giusto per prenotare: in ottobre inoltrato le date libere si riducono parecchio. Quando chiami, riferisci anche i radiatori problematici che hai trovato durante la prova, così arriva già attrezzato invece di dover tornare una seconda volta.

