Le tapparelle in estate si usano poco: si tengono abbassate di giorno, si alzano la sera, e nessuno guarda com’è messa la cinghia. Poi arriva l’inverno, si comincia a chiuderle tutte ogni sera per trattenere il calore, e a metà dicembre una si blocca a mezz’aria con la finestra scoperta e sei gradi fuori.
Il controllo costa venti minuti in una mattina di sole. Si fa stanza per stanza, tapparella per tapparella, e si guarda tre cose.
Cinghia, guide, stecche
Comincia dalla cinghia. Tirala fuori tutta, fino a quando la tapparella è alzata del tutto, e passala fra le dita per tutta la lunghezza. Se in un punto è assottigliata, sfilacciata sui bordi o sembra più chiara del resto, quello è il punto dove si romperà. Di solito è la parte che passa sul rullo quando la tapparella è chiusa, perché sta ferma lì per mesi.
Poi le guide laterali, quei canali di metallo o plastica ai lati della finestra. Ci finisce dentro di tutto: polvere, foglioline, ragnatele, sabbia se abiti vicino al mare. Passa un panno umido o un vecchio pennello dentro il canale, fin dove arrivi, e togli quello che c’è. Se la tapparella andava già un po’ dura, spesso migliora subito.
Infine le stecche. Guarda la tapparella da fuori, o da dentro con la finestra aperta, cercando stecche piegate, scheggiate o che escono dalla guida. Una stecca storta fa attrito su tutte le altre e ti fa tirare più forte, e tirare più forte è esattamente il modo in cui si strappa la cinghia.
Cosa fai se una cinghia è messa male
Se la cinghia è consumata ma non ancora rotta, hai due strade. La prima è sostituirla: si compra a metri in ferramenta, e va scelta della stessa larghezza di quella vecchia (si misura con un righello, le più comuni sono strette o larghe e la differenza si vede a occhio). Il cambio richiede di aprire la cassetta sopra la finestra, e se la cassetta non si apre dall’interno o è murata, è un lavoro da far fare a qualcuno.
La seconda è più semplice e non risolve niente, ma guadagna tempo: usa meno quella tapparella. Lasciala a metà invece di farla su e giù tutti i giorni, e chiama qualcuno con calma a novembre invece che di corsa a gennaio.
Le tapparelle motorizzate
Se sono elettriche il controllo cambia. Falle scendere tutte fino in fondo e ascolta: il motore deve fermarsi da solo quando la tapparella appoggia. Se continua a girare a vuoto per qualche secondo, o se si ferma prima lasciando uno spiraglio, il finecorsa è da regolare e conviene segnarselo adesso.
Controlla anche le tapparelle che non usi mai, tipo quelle della camera degli ospiti o del ripostiglio. Sono quelle che si bloccano più facilmente, proprio perché stanno ferme, e sono anche quelle che scopri rotte nel momento peggiore, cioè quando ti serve chiudere tutto perché è arrivato il freddo davvero.

