La prima macchia scura compare quasi sempre nelle stesse quattro o cinque settimane dell’anno: quando fuori fa freddo, dentro si accende il riscaldamento e le finestre restano chiuse più a lungo. E compare sempre negli stessi posti: l’angolo fra due muri esterni, la parete dietro l’armadio, il bordo del soffitto sopra la finestra, dietro la testiera del letto.
Non è un caso. In quei punti la parete è più fredda del resto della stanza, e l’aria calda e umida che circola in casa, quando tocca una superficie fredda, lascia lì la sua umidità. Succede esattamente come sul vetro di una bottiglia tirata fuori dal frigo. Se la condensa si ripete ogni giorno, il muro resta umido e la muffa trova le condizioni per attecchire.
I punti freddi, e perché proprio quelli
L’angolo fra due pareti esterne disperde calore da due lati: è il punto più freddo della stanza. Dietro un armadio addossato al muro l’aria non circola, quindi la parete resta fredda anche se la stanza è calda. Lo stesso vale per il divano spinto contro la parete esterna, per le scatole accatastate in fondo a una camera poco usata, per il bordo del soffitto dove spesso passa una struttura in cemento.
Da qui vengono due mosse che puoi fare stasera e che non costano nulla:
- Stacca i mobili dalle pareti esterne. Bastano pochi centimetri perché l’aria passi dietro. Se l’armadio è pieno fino all’ultimo centimetro, lascia almeno un po’ di spazio in fondo ai ripiani contro il muro.
- Non chiudere a chiave le stanze fredde. La camera degli ospiti tenuta chiusa e non riscaldata, con la porta sempre sbarrata, è il posto dove la muffa cresce indisturbata.
Arieggiare nel modo giusto
Tenere la finestra socchiusa tutto il giorno raffredda i muri e non cambia davvero l’aria. Funziona meglio il contrario: finestre spalancate per pochi minuti, meglio se due in stanze opposte così si crea corrente, e poi tutto chiuso. L’aria si rinnova, i muri non fanno in tempo a raffreddarsi.
Fallo soprattutto nei momenti in cui produci umidità: dopo la doccia (porta del bagno chiusa e finestra del bagno aperta, non il contrario), mentre cucini, e la mattina in camera, dove durante la notte l’umidità del respiro si accumula. Se stendi il bucato in casa, fallo in una stanza sola, con la porta chiusa e la finestra socchiusa.
La macchia che c’è già
Sulla macchia esistente la pulizia va fatta con prudenza: guanti, finestra aperta, e mai mescolare prodotti diversi fra loro — alcune combinazioni liberano vapori pericolosi. Scegline uno solo, segui le istruzioni sull’etichetta, e non strofinare a secco sollevando polvere.
Se però la macchia torna nello stesso punto dopo poche settimane, pulire non serve: stai togliendo il sintomo. Vuol dire che quel pezzo di muro continua a bagnarsi, e che serve capire se è condensa o infiltrazione — l’infiltrazione in genere lascia aloni con i bordi e peggiora quando piove, la condensa fa macchie più diffuse e puntiformi che compaiono con il freddo. Un tecnico con un igrometro e un misuratore di umidità del muro ci mette poco a dirtelo, ed è il caso di chiamarlo prima che il problema si allarghi a tutta la parete.
Foto: Valerie McGlinchey — Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0 uk)

