Ottobre è il mese in cui si sale. Si tirano giù le coperte dal ripiano alto dell’armadio, le scatole dei maglioni, la pentola grande per le minestre che stava in cima al pensile, le decorazioni che tra poco serviranno. E si sale su quello che capita: la sedia impagliata della cucina, lo sgabello di plastica, nel caso peggiore il bordo della vasca.
Perché la sedia è la cosa sbagliata
Una sedia da pranzo non è fatta per starci in piedi. Il problema non è tanto la resistenza del legno, è la geometria: il piano è alto e stretto, i piedi sono quattro e divaricati, e quando ti sporgi di lato per arrivare al fondo del ripiano il peso esce dal quadrato di appoggio. Se poi la sedia ha lo schienale, la tentazione è di appoggiarcisi, e lì ribalta.
Lo stesso vale per le sedie con rotelle (mai, in nessun caso), per gli sgabelli alti da bancone e per le casse di plastica rovesciate, che cedono al centro senza avvisare.
Cosa funziona
Lo strumento giusto è uno sgabello a due o tre gradini con piano largo in cima, di quelli richiudibili che si appendono dietro una porta o si infilano tra il frigo e il muro. Ne esistono in metallo leggero e in plastica rigida, costano poco e durano anni. Quando lo scegli guarda due cose: che il gradino più alto sia abbastanza largo da contenere tutto il piede, e che abbia un appoggio o un manico davanti, all’altezza della mano, perché è lì che ti tieni mentre allunghi l’altro braccio.
Poi ci sono le regole d’uso, che valgono anche per la scala vera:
- Aprilo del tutto, finché scatta o finché le barre laterali sono tese. Mezzo aperto si chiude sotto di te.
- Appoggialo su pavimento piano e asciutto. Mai su un tappeto che scivola, mai a cavallo di un gradino.
- Non spostarti mentre sei sopra: se non arrivi, scendi e sposta lo sgabello. Il novanta per cento delle cadute arriva da quell’allungata in più.
- Scendi con tutte e due le mani libere. Le cose pesanti si appoggiano prima sul ripiano sotto, o le passa qualcuno.
La regola che vale più di tutte
Se in casa non c’è nessun altro, rimanda. Non per paura: perché una storta sulla caviglia da soli, con il telefono in un’altra stanza, è una faccenda diversa dalla stessa storta con qualcuno in cucina. Se vivi solo e devi comunque salire, tieni il telefono in tasca, non sul tavolo.
Vale la pena, già che si è lì, approfittare del cambio stagione per riorganizzare: le cose che usi ogni giorno scendono ad altezza di braccio, in alto restano solo le valigie e quello che si tocca due volte l’anno. In basso, nei pensili sotto il lavello, vanno le pentole pesanti, non in cima. Dieci minuti di spostamenti ora significano non dover più salire per mesi.
E se hai una scala vecchia in cantina, guardale i piedini di gomma: se si sono induriti o sono caduti, la scala scivola sul pavimento liscio. Si sostituiscono in ferramenta per pochi euro, oppure la scala si usa solo sul ruvido.

