Il pane che a luglio restava morbido due giorni, adesso con il riscaldamento acceso e l’aria più secca in casa indurisce in una notte. Non è andato a male: è solo disidratato. Sono due cose diverse, e vale la pena saperle distinguere prima di decidere cosa farne.
Duro sì, ammuffito no
Il pane raffermo è duro, asciutto, si taglia male ma ha odore di pane. Quello che va buttato è un’altra cosa: macchie verdi, bianche o nere, anche piccole, odore acido o di cantina, parti molli e appiccicose. In quel caso va via tutto il pezzo, non si tagliano i punti buoni: la muffa nel pane manda filamenti dentro la mollica, che tu non vedi.
Se invece è solo secco, hai mezza pagnotta di materia prima. E in ottobre arriva al momento giusto, perché le cose che si fanno con il pane duro sono tutte cose calde.
Farlo tornare morbido: funziona una volta sola
Se la pagnotta è intera e la vuoi a tavola stasera, bagnala davvero sotto il rubinetto — sulla crosta, non a fettine — scuotila e mettila in forno caldo per una decina di minuti. Esce con la crosta croccante e la mollica umida. Va mangiata subito: nel giro di un’ora torna dura e la seconda volta non si recupera.
Per le fette singole, la padella senza niente, a fuoco medio, un minuto per lato.
Tre cose da fare con quello che c’è in dispensa
Nessuna di queste richiede che tu esca a comprare qualcosa.
- Pangrattato. Taglia il pane a pezzi grossi, mettilo in forno a bassa temperatura finché non è secco fino al centro — questo è il punto: se resta umido dentro, il pangrattato ammuffisce nel barattolo. Poi frulla o avvolgi in uno strofinaccio e passaci sopra il matterello. In un vasetto chiuso dura settimane.
- Zuppa di pane e verdure. È la ricetta di stagione: cavolo nero, fagioli, carota, sedano, un po’ di passata. Il pane va messo a strati nella pentola a fine cottura, a fuoco spento, e lasciato lì venti minuti ad assorbire. Il giorno dopo è migliore. Se il pane è salato normale, assaggia prima di salare la zuppa.
- Crostini per la minestra. Dadini, un filo d’olio, padella o forno finché non sono dorati. Durano qualche giorno in un barattolo e salvano qualsiasi passato di verdure anonimo.
E la prossima volta
Il pane dura di più se lo tieni in un sacchetto di carta o di stoffa, non di plastica: nella plastica la crosta si ammorbidisce e si fa appiccicosa. Il frigorifero è il posto peggiore, il pane lì indurisce più in fretta che sul tavolo.
Se compri una pagnotta grande e sai che non la finisci, taglia a fette metà appena arrivi a casa e congelale separate. Dal congelatore alla padella o al tostapane vanno direttamente, senza scongelare, e la differenza con il pane fresco è poca. È una di quelle abitudini che costano cinque minuti una volta e poi si sentono per tutta la settimana.

