Da fine settembre le luci di casa si accendono un’ora prima, e di conseguenza qualche lampadina comincia a saltare. Il momento in cui se ne fulmina una è l’unico in cui davvero guardiamo il lampadario: vale la pena usarlo bene, invece di correre a comprare la prima cosa con l’attacco giusto.
Le tre informazioni da leggere sulla scatola
Sulle confezioni c’è scritto molto, ma tre voci decidono se sarai contento della luce o no.
- L’attacco: la sigla con la lettera e il numero (E27, E14, GU10 e simili). Se non la sai, fotografa la lampadina vecchia accanto a un righello o portatela in negozio. Comprare l’attacco sbagliato è l’errore più frequente e il più banale.
- I lumen: sono la quantità di luce. Con i LED i watt non dicono più quasi niente, perché a parità di luce consumano cifre diverse a seconda del modello. Se la vecchia lampadina ti andava bene, cerca un valore di lumen simile a quello che trovi indicato sulla scatola come equivalenza.
- La tonalità in kelvin: numeri bassi danno luce calda e giallina, numeri alti luce fredda e bianca. In soggiorno e camera, la luce calda è quasi sempre più riposante la sera; in cucina sul piano di lavoro e in bagno allo specchio molti preferiscono qualcosa di più neutro.
Mescolare tonalità diverse è la cosa che dà più fastidio
Se in un lampadario a cinque bracci ne sostituisci una sola e prendi una tonalità diversa, lo vedrai ogni sera. Capita continuamente, perché la lampadina si compra al volo. Quando puoi, sostituisci tutto il gruppo con lo stesso modello, o almeno segnati su un foglietto in un cassetto della cucina quali lampadine hai messo dove: attacco, lumen, kelvin. La prossima volta ci metti un minuto.
Altra cosa che si scopre tardi: non tutti i LED vanno con il variatore di intensità. Se hai una rotella o un interruttore che regola la luce, devi cercare sulla confezione l’indicazione che la lampadina è compatibile, altrimenti sfarfalla o ronza.
Se si fulminano sempre nello stesso punto
Una lampadina che dura poco in un solo punto della casa, mentre le altre reggono, non è sfortuna. Le cause più comuni sono il calore (un LED chiuso dentro un plafoniera sigillata scalda e soffre) e un contatto ossidato o allentato nel portalampada.
Il controllo, a interruttore spento e meglio con l’interruttore generale abbassato, è guardare il portalampada: se vedi annerimenti, la plastica deformata o la lampadina che balla quando la avviti, quello è il pezzo da far vedere a un elettricista. Non è una spesa grande e evita di comprare lampadine ogni due mesi.
Ultimo punto, che in autunno conta più che in estate: le luci degli ambienti di passaggio. Ingresso, corridoio, scala e pianerottolo restano accesi tante ore in più, spesso con lampadine vecchie che nessuno ha mai toccato. Quelle sono le prime da sostituire, non quelle del soggiorno.
Foto: Geoffrey.landis at English Wikipedia — Wikimedia Commons (CC BY 3.0)

