A metà ottobre, al Nord e nelle zone collinari, le notti cominciano a scendere abbastanza da far soffrire limoni, gerani e piante grasse lasciate fuori. Si portano dentro e due settimane dopo compaiono moscerini sulla finestra della cucina o una patina appiccicosa sul davanzale. Non è sfortuna: è arrivato tutto insieme al vaso.
Il controllo da fare fuori, prima di entrare
Fallo sul balcone, non in salotto, così quello che cade resta fuori. Guarda tre punti precisi:
- Il rovescio delle foglie. È lì che stanno ragnetto rosso e afidi. Se vedi puntini chiari sul dritto e una polverina sotto, girale verso la luce.
- L’ascella tra foglia e ramo e il tronco. La cocciniglia sembra una piccola crosta marrone o un batuffolo bianco, e non si muove. Si toglie a mano con un panno o un cotton fioc, una per una.
- La superficie del terriccio e sotto il vaso. Sotto si nascondono lumachine e porcellini di terra. Solleva il vaso e pulisci il fondo, perché quello che è attaccato lì finisce sul pavimento di casa.
Poi togli le foglie secche appoggiate sul terriccio: sono il posto dove i moscerini depongono. Se il terriccio è una poltiglia bagnata da settimane di pioggia, raschia via il primo strato e aspetta che asciughi prima di rientrare la pianta, altrimenti in casa marcisce.
Le due settimane di quarantena
Se puoi, tieni le piante appena rientrate in una stanza di passaggio, una stanzetta o un ripostiglio con finestra, lontane dalle piante che stanno in casa da mesi. Due settimane bastano per vedere se compare qualcosa. È lo stesso principio per cui non si mette una pianta appena comprata accanto alle altre.
In quel periodo controlla il sottovaso: dentro casa l’acqua non evapora come sul balcone e il ristagno è la causa più comune dei moscerini del terriccio. Svuotalo sempre mezz’ora dopo aver innaffiato e innaffia molto meno di quanto facevi in estate, perché con meno luce la pianta beve meno.
Dove metterle, finita la quarantena
La posizione conta più di tutto il resto. Il davanzale sopra il calorifero è il peggiore: aria secca e calda dal basso, vetro freddo di notte, e le foglie cominciano a seccare dalle punte. Meglio un tavolino vicino alla finestra ma spostato dal radiatore, o una mensola a lato.
Evita anche la zona davanti alla porta d’ingresso e il corridoio dove passa corrente quando apri le finestre. Se la casa ha una sola stanza luminosa, meglio concentrarle lì vicino al vetro che distribuirle in giro per estetica: con la luce di novembre, mezzo metro di distanza dalla finestra cambia davvero le cose.

