Ci sono due o tre punti in ogni casa dove l’umidità si presenta sempre per primi, e sono quasi sempre gli stessi: l’angolo in alto di una parete che dà sull’esterno, la zona dietro l’armadio addossato al muro nord, il muro sotto la finestra della camera. Finché fuori è mite non si vede niente. Quando la parete si raffredda e dentro casa si comincia a respirare con le finestre chiuse, la condensa si deposita proprio lì, e a gennaio te ne accorgi perché la carta da parati si stacca o perché c’è un alone grigio dietro il comò.
Il momento giusto per guardare è adesso, prima di accendere i termosifoni. Non serve nessuno strumento.
Il giro con la torcia, stasera
Prendi la torcia del telefono e tienila radente al muro, quasi appoggiata, puntandola di lato invece che di fronte. La luce radente fa emergere quello che la luce frontale nasconde: bollicine nell’intonaco, un leggero rigonfiamento, la differenza di opacità dove il muro è più freddo. Fai il giro delle pareti perimetrali, quelle che confinano con l’esterno: angoli in alto, zoccolino, il perimetro delle finestre.
Poi appoggia il dorso della mano sul muro, nello stesso punto, e confrontalo con una parete interna. La differenza di temperatura si sente bene. Un punto nettamente più freddo degli altri sulla stessa parete è il posto dove la condensa arriverà per prima.
Controlla anche dietro i mobili grandi. Sposta l’armadio o la libreria di dieci centimetri e guarda il muro e il retro del mobile: se il legno sul retro è più scuro o ha un odore di cantina, hai già una risposta.
Cosa fare dei punti che hai trovato
- Stacca i mobili dal muro. Bastano due o tre dita di spazio perché l’aria passi. Se l’armadio è pesante, mettici sotto dei feltrini e tiralo avanti: è la cosa che fa più differenza e costa zero.
- Togli le cose appoggiate direttamente alla parete fredda. Le scatole di cartone e i quadri incorniciati sul muro nord diventano un tappo: sotto non passa aria e la condensa resta ferma.
- Non chiudere le fessure di aerazione se ci sono, e non sigillare la griglia sopra la finestra della camera pensando che sia uno spiffero inutile.
- Se trovi una macchia già scura, non verniciarci sopra. La pittura copre e basta; il problema torna sotto, e nel frattempo non vedi se sta crescendo.
Le abitudini che decidono l’inverno
La condensa dipende da quanta acqua mettiamo in aria ogni giorno: cucinare, docce, panni stesi, persino le piante. Non si tratta di fare meno di queste cose, ma di non lasciare che il vapore resti fermo nella stanza più fredda.
Due gesti concreti: quando cucini con le pentole scoperte, tieni la porta della cucina chiusa e la finestra socchiusa finché non hai finito; quando ti fai la doccia, chiudi la porta del bagno prima, non dopo. Sembra banale, ma la differenza è tutta lì: il vapore va dove trova la strada aperta, e la strada aperta porta sempre in camera da letto.
Infine, la temperatura. Una stanza tenuta costantemente fredda e chiusa si bagna più di una stanza tiepida e arieggiata due volte al giorno. Se hai una camera che non usi e la tieni chiusa tutto l’inverno, è quella che a marzo troverai con la muffa nell’angolo.
Segnati su un foglietto i punti che hai trovato stasera e riguardali a metà novembre. Se sono uguali, l’inverno va bene così. Se sono cambiati, sai già dove intervenire senza dover girare tutta casa.
Foto: Censorship Workaround — Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

