Il radiatore scalda in due modi: irraggia verso quello che ha davanti e crea una corrente d’aria calda che sale verso l’alto. Se davanti c’è lo schienale del divano e sopra c’è una mensola che fa da cappello, tutti e due i meccanismi lavorano male. Il termosifone continua a consumare uguale, semplicemente il calore non arriva dove ci sei tu.
È una di quelle cose che ci si accorge solo quando qualcuno te la fa notare, perché i mobili stanno lì da anni e non li vedi più.
Il giro dei radiatori, stanza per stanza
Fai il giro con calma e guarda ogni termosifone da fermo, in piedi davanti. Cerca tre cose:
- Cosa c’è davanti. Divano, poltrona, cesto della biancheria, scatoloni. Se il mobile è a meno di un palmo dal radiatore, spostalo. Non serve metterlo dall’altra parte della stanza: bastano venti o trenta centimetri perché l’aria cominci a girare.
- Cosa c’è sopra. Una mensola larga sopra il radiatore devia l’aria calda verso il muro. Se la mensola è stretta e sporge poco, va bene. Se è profonda quanto il termosifone, hai un coperchio.
- Le tende. Le tende lunghe che cadono davanti al radiatore sono il caso più comune, soprattutto in salotto. Il calore sale dietro il tessuto e va a riscaldare il vetro, cioè la superficie più fredda della stanza.
Cosa si può sistemare davvero
Per le tende ci sono due soluzioni concrete. La prima: accorciarle o farle accorciare all’altezza del davanzale, se la stanza lo consente esteticamente. La seconda, più rapida: tenerle raccolte di lato con una fascia o un fermatenda durante le ore di accensione, e lasciarle cadere la sera quando il riscaldamento è già spento. Questo secondo gesto fa anche un’altra cosa utile, cioè isolare il vetro di notte.
Per i mobili, scegli quale spostare e quale no in base a quante ore passi in quella stanza. In camera da letto un comò davanti al radiatore conta poco. In salotto, dove stai la sera, conta molto.
Se il radiatore è in una nicchia con il muro esterno dietro, c’è un accorgimento vecchio ma sensato: un pannello riflettente sottile da applicare al muro dietro il termosifone. Si trova in ferramenta, si taglia con le forbici e si fissa senza opere. Non fa miracoli, ma il muro dietro smette di assorbire il calore che gli arriva addosso.
Due controlli che valgono la pena prima dell’inverno
Mentre sei lì, passa la mano sopra le alette: se sono piene di polvere, dai una pulita con lo spazzolone lungo e stretto o con l’aspirapolvere e il beccuccio sottile. La polvere non è solo una questione di aria: si deposita sulle alette e le isola.
Poi guarda se le valvole termostatiche, se ce le hai, sono coperte da qualcosa. La manopola legge la temperatura dell’aria che la circonda: se sta dietro una tenda o sotto un mobile, legge caldo quando la stanza è fredda e chiude prima del dovuto. Anche questa è una cosa che si risolve spostando un tessuto.
Nel complesso è un lavoro da un’ora scarsa in tutta casa. Il vantaggio non lo misuri con un numero, ma lo senti la prima settimana in cui il riscaldamento resta acceso a lungo: la stanza si scalda in modo più uniforme e resti meno tempo ad aspettare che arrivi il tepore.

